MICAT

Movimento Identitario Cattolico per la tutela dell’identità cristiana e la difesa della Croce

Al servizio della comunità secondo gli insegnamenti di nostro signore Gesù

I fini del Borgo Sociale

L’accezione ‘borgo’, termine di derivazione germanica, fu introdotta nel IV secolo nel nostro linguaggio e stava a significare luogo fortificato, baluardo.

Nel Medioevo il borgo era costituito da un gruppo di case che sorgevano intorno ad una piazza, normalmente quella della chiesa o quella in cui era ubicato il palazzo del comune; si sviluppava talvolta al di fuori di centri di maggiori dimensioni, sui bordi delle vie principali che portavano ad essi. Sorgevano borghi medievali soprattutto intorno a fortezze militari e castelli per proteggere il territorio dalle invasioni e sovente, quando i borghi raggiungevano dimensioni superiori alla stessa città, venivano demolite le mura del centro principale per poi ricostuirle inglobando tali borghi esterni.

Nei secoli passati questa denominazione era spesso riservata ai paesi di importanza che possedevano un mercato ed una fortificazione, e proprio per la presenza di queste strutture il borgo si differenziava dal ‘villaggio’.

Il termine borgo oggi è usato, invece, come sinonimo di centro abitato, per lo più situato all’esterno delle mura di una città.

L’espressione borgo sociale è qui intesa come gruppo di case integrate in un sistema polifunzionale autosufficiente, dotato cioè di tutte le strutture e le infrastrutture necessarie allo svolgimento della vita civica e sociale di ogni individuo.

Tale progetto è stato ideato al fine di risolvere le problematiche inerenti all’emergenza abitativa della Regione Lazio (in base ai dati forniti dai comuni l’entità del fabbisogno di alloggi ammonta a 48.808 unità abitative, dati questi destinati a salire a seguito della crisi economica e del conseguente aumento della povertà), di quelle delle persone che non hanno reddito sufficiente per vivere dignitosamente e per le coppie che, pur volendo sposarsi e costituire un nucleo familiare, non hanno le risorse economiche per comprare o affittare una casa ai prezzi di mercato correnti.

Il borgo sociale si differenzia profondamente dalla attuale c.d. edilizia popolare che spesso crea fenomeni di emarginazione per chi vi risiede. Esso mira, al contrario, ad integrare i residenti attraverso la costruzione di una struttura armonica a misura di uomo.

Edificato con materiali bioecologici e con tecniche innovative in materia di fonti energetiche rinnovabili, attraverso l’abbattimento dei costi per la sua realizzazione (come meglio specificato nei paragrafi seguenti) permetterebbe l’acquisto di un immobile alle persone meno abbienti al prezzo del suo costo reale (materiali edili e manodopera) e con il ricorso al. mutuo speciale.

Questa formula di finanziamento prevede una rata priva di interessi applicati alla rateizzazione e che non può superare il quinto delle entrate di chi ne ha fatto richiesta. Essa verrà bloccata in caso di disoccupazione.

La proprietà della casa acquisita con il mutuo speciale non può essere rivenduta, affittata, messa a garanzia di un prestito o ipotecata fino all’estinzione dello stesso. La casa così ottenuta è quindi economicamente inerte (non può essere né pignorata né confiscata) e deve essere utilizzata esclusivamente come abitazione per chi ne è proprietario.

Per la copertura finanziaria del progetto verranno inizialmente utilizzati i fondi regionali destinati all’emergenza abitativa, per le politiche di edilizia pubblica e quelli specifici dell’U.E..

Successivamente alla realizzazione del borgo sociale e all’assegnazione del mutuo speciale si utilizzeranno i pagamenti mensili di questo ultimo. I locali commerciali del borgo sociale verranno messi a reddito e forniranno opportunità di lavoro per i residenti.

In tal modo il progetto non dovrà ricorrere a continui interventi di finanziamento da parte dello Stato.